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per una lira

Per una lira
io vendo tutti i sogni miei.
Per una lira
ci metto sopra pure lei.
E' un affare sai
basta ricordare
di non amare,
di non amare.
Amico caro
se c'e' qualcosa che non va.
Se ho chiesto troppo
tu dammi pure la meta'
E' un affare sai
basta ricordare
di non amare,
di non ama....re.
No no nooo
Nooooo
Per una lira
io vendo tutto cio' che ho
per una lira
io so che lei non dice no.
Ma se penso che
tu sei un buon amico
non te lo dico, no
meglio per te
meglio per te…

ode to my family

una serata altalenante. E forse una giornata. Famiglia, materia, passione, dubbi, idee, lampi. acqua. torte. sorrisi veri e falsi. Continuare a scrivere prevede che la tastiera sia avvolta dalla coltre grigiastra che mi logora in incognito. Risveglio silenzioso, un sedicente lavoro. un pensiero. Sembra ci sia il sole, eppure non c'è. E' autunno

Un'oca che guazza nel fango,
un cane che abbaia a comando,
la pioggia che cade e non cade
le nebbie striscianti che svelano e velano strade...

Profilo degli alberi secchi,
spezzarsi scrosciante di stecchi,
sul monte, ogni tanto, gli spari
e cadono urlando di morte gli animali ignari...

L'autunno ti fa sonnolento,
la luce del giorno è un momento
che irrompe e veloce è svanita:
metafora lucida di quello che è la nostra vita...

L'autunno che sfuma i contorni
consuma in un giorno più giorni,
ti sembra sia un gioco indolente,
ma rapido brucia giornate che appaiono lente...


Odori di fumo e foschia,
fanghiglia di periferia,
distese di foglia marcita
che cade in silenzio lasciando per sempre la vita...

Rinchiudersi in casa a aspettare
qualcuno o qualcosa da fare,
qualcosa che mai si farà,
qualcuno che sai non esiste e che non suonerà...

Rinchiudersi in casa a contare
le ore che fai scivolare
pensando confuso al mistero
dei tanti "io sarò" diventati per dempre "io ero"...

Rinchiudersi in casa a guardare
un libro, una foto, un giornale
e ignorando quel rodere sordo
che cambia "io faccio" e lo fa diventare "io ricordo"...


La notte è di colpo calata,
c'è un'oscurità perforata
da un'auto che passa veloce
lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce...

Rumore che appare e scompare,
immagine crepuscolare
del correre tuo senza scopo,
del tempo che gioca con te come il gatto col topo...

Le storie credute importanti
si sbriciolano in pochi istanti:
figure e impressioni passate
si fanno lontane e lontana così è la tua estate...

E vesti la notte incombente
lasciando vagare la mente
al niente temuto e aspettato
sapendo che questo è il tuo autunno...
che adesso è arrivato...

 

è il compleanno della nonna, strano, erano anni che non era il caso di festeggiarlo. Morto il nonno è calata una aria di silenzio e mistero, a volte anche giustificata. Ma stasera manco a dirlo si era in pace. Chissà perchè... Parole, sorrisi. E' lunedi, è autunno, casa. la rete mi mostra immagini che non ho motivo di vedere, che magari possono farmi tenerezza e un pizzico di ribrezzo allo stesso tempo. Le solite contrapposizioni. Le chat mi fanno sorridere. Del regalo dei 24 anni è rimasto l'amaro. L'amico jack è bello che evaporato e mi accompagna proprio il sig. amaro. E poi si affaccia quella voce che tanto mi accarezza e magari inquieta un pò. Quella voce che so solo io cosa ci vuole per evitare che squarci, che irrompa. e non è mica facile, però tutto sommato e ovviamente una tenera entusiasmante battaglia. Paragoni mai. Tranquillità. Forse. Sognare, forse. Forse è il momento. E' sempre così affascinante perdersi per un attimo. Un pochino più notte. Immagini. Sonno, forse. Una voce tuona. La pioggia invece per ora non c'è. Domani?

Understand the things I say
Don't turn away from me
'Cause I've spent half my life out there
You wouldn't disagree

Do you see me? Do you see?
Do you like me? Do you like me standing there?
Do you notice? Do you know?
Do you see me? Do you see me?
Does anyone care?

Unhappiness was when I was young
We didn't give a damn
'Cause we were raised
To see life as fine
Take it if we can

My mother, my ma
She hold me, she hold me
When I was out there
My father, my father
He liked me, oh he liked me,
Does anyone care?

Understand what I've become
It wasn't my design
And people everywhere
They sob, think better than I am

But I miss you, I miss --
'Cause I liked it,
'Cause I liked it when I was out there
Do you notice? Do you know you did bad by me,
You did bad by --
Does anyone care?

Unhappiness was when I was young,
We didn't give a damn
'Cause we were raised
To see life as fine,
Take it if we can

My mother, my ma
She hold me, she hold me
When I was out there
My father, my father
He liked me, well he liked me,
Does anyone care? Does anyone care?
Does anyone care? Does anyone care?
Does anyone care? Does anyone care?
Does anyone care? Does anyone care?

 

 

un pò di napoli

Accendi, scatta. vai. Chiedi, tenta, arriva. Gli occhi e le domande permettono di arrivare dovunque. ha iniziato a piovere verso mezzogiorno e fino alle otto di stasera la pioggia non ha fatto che crescere. L'autostrada, da cassino a scendere era un rivolo d'acqua torrenziale. Passi il varco di Napoli nord e le cose cambiano. Possibili allagamenti. Allagamenti certi. Un mare d'acqua, ovunque. Eppure non era il diluvio. Era una pioggia come un altra.


E vot pur a’na fenest t può cunsulà
guardann a jurnata ca rest e o culor c dà.
Quann quartat e passat a nuttat scetat
a luce te trase rintìall’uocchie e t miett a pnsà.
Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu.
L’alba è o mumento chiù bello addò pozz vrè
e case pittate e o castiell m pad ro re.
Napule niente e nisciune me n’anno cacciato,
ma comm te stongo a guardà nun è nient pe te.
Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu.
Fors è co fuoco che tien ca c’hann’abbruciat,
si te lieve o sfizij e cantà nun te vendico chiù.
Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu.
Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu.
(f.di bella)

vinicio

Fresca era l'aria di giugno
e la notte sentiva l'estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d'amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare

e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar

lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore
la donna mia m'ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai più

e dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì

piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando quella notte
lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d'amore
e a lei si donò

poi d'estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar

e un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar
scendeva ormai il buio e trovava
soltanto la rabbia e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
restava l'angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar

il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell'ultimo suo amore
dovuto abbandonar

lui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d'amor

quando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò

una serie di chiacchiere mi hanno ricordato che...

Venite pure avanti voi, con il naso corto
signori imbellettati, io più non vi sopporto
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada vi uccido quando voglio

Venite pure avanti, poeti sgangherati
inutili cantanti di giorni sciagurati
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza
Godetevi il successo, godete finchè dura
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna
gli orpelli, l’arrivismo, all’amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco
io non perdono, non perdono e tocco

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti
venite portaborse, ruffiani, mezzecalze
feroci conduttori di trasmissione false
Che avete spesso fatto del qualunquismo un’arte
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo belpaese
Non me ne frega niente se anche io sono sbagliato
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
coi furbi e prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco
io non perdono, non perdono e tocco

Ma quando sono solo, con questo naso al piede
e almeno di mezz’ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia, ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore
Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute
per colpa o per destino, le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo, e scrivendo mi consolo
Ma dentro di me sento che il grande amore esiste
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi
a parlarle non riesco, le scriverò dei versi
e parlerò coi versi

Venite gente vuota, facciamola finita
voi preti che vendete a tutti un’altra vita
se c’è come voi dite un Dio nell’infinito
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
E voi materialisti col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
le verità cercate per terra da maiali
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali
Tornate a casa nani, levatevi davanti
per la mia rabbia enorme mi servono giganti
ai dogmi e pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco
io non perdono, non perdono e tocco

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita, oggi, non trovo più la strada
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo
Deve esserci lo sento, in terra, in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto
non ridere, ti prego, di queste mie parole
io sono solo un'ombra e tu Rossana il sole
Ma tu lo so non ridi, dolcissima signora
Ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano
se mi ami come sono, per sempre tuo
per sempre tuo, per sempre tuo Cyrano
 
F GUCCINI

l'indovino (secondo movimento)

io vecchio,cieco,e atteso

vedo sul ponte due ragazi abbracciati

l'acqua è nera e non li riflette

ma so quanto profondi

sono i loro sogni

e quanta pena può guarire

per un attimo un bacio

Vedo un uomo che monta una pistola

pezzo per pezzo,religiosamente.

Qualcuno non ha pagato

qualcuno dovrà pagare

e questa è la sola passione

che ormai ci infiamma.

Vedo nascosto chi ha paura.

Vedo un uomo che esce correndo

verso il regno di Raiden

da profezia inseguito

non avrà i dubbi di Abramo

ma difenderà il suo sangue.

Non c'è felicità nel sacrificio

ma qualcosa che le assomiglia.

Qualcuno dovrà farlo ,figlio,

per tutti gli anni offesi.

Corri corri,piccola mano

che sposti il sipario dei giorni

fino alla scena dove io più non vedoe dove tutti mi vedono

(Benni, blues in sedici)

questa domenica in settembre...

la paghi tutta e a prezzi di inflazione quella che chiaman la maturità Come ogni prima domenica di settembre arriva guccini. Settembre è il mese di guccini. Portava allora un eskimo innocente, dettato solo dalla povertà. Quante le faccie, quante le parole. Quanti gli sguardi. Inversamente presenti, eppure vivi. Quanti i cordoni di soffice acciaio che ti avvolgono i polsi e si stringono a te. Semplici. Quanta la voglia di sorrdere con quella simpatica precarietà figlia di chissà quale scrittore ammirato seppur nascosto. ed eskimo che conoscevi tu lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi piu.

impressioni di settembre

Non poteva capitare niente di peggio di un lunedi primo settembre. Fra una parola e l'altra ti accorgi di quanti pur di cercare una svolta si appellano a una serie di rivoluzioni indotte dal calendario. Anni fa lo facevo anche io. Un'illusione. Chi è tarallo lo rimane prima o dopo il primo settembre, cosi come chi è egoista, chi è cazzaiolo, chi è ricottaro e chi invece vive la vita a compartimenti stagni traendone un enorme benessere personale, a dispetto di una stima diffusa. Primo settembre. RIspetto al primo di un anno fa potrei guardarmi alle spalle e scorgere un coacervo di attimi, emozioni, risultati, anche pianti, soddisazioni, rammarichi, guadagni, sorrisi, dubbi. Ma alla fine sono i sorrisi quelli che mi attirano. Il summer tour è finito, uno di quelli entusiasmanti ed economici. Mi sono perso un volo lontano insieme a belle persone che forse ora come ora hanno qualche risentimento, anche se tutto sommato sanno di non averne motivo. Perso quello semplicemente per spicciole e banali questioni di opportunità economica, ho avuto modo come mai prima d'ora di tutto ciò che i nostri terreni ci offrono, insieme alle nosrte volontà. Il primo settembre mi mette dinanzi lavoro, spese scelte. TRa un pò finisce anche la pratica, potrò fregiarmi del mio sudato tesserino e ciò significa che sono passati già due anni tra parole che per forza di cosa devono aver avuto un senso. Le parole. Ultimamente ne ammiro tantissime e se dovessi ringraziare qualcuno non sarebbe un ringraziamento generico ma chiaro e specifico. Ammirarle soprattutto e desiderarle, ed averle. E poi si sono i libri, sempre di piu e sempre diversi e spesso affascinanti. E poi c'è la gente, tantissima e emozionante. E poi c'è il lavoro, quello che si spera sempre di vivere a pieno. Quello diverso. Passare da un furogone ad un computer, da un autostrada ad una penna. Da una sigaretta e l'altra. Ecco, le mie giornate sono diversissime fra loro a seconda di ciò che vivono, ma sono accomunate sempre da una foglia di tabacco accartocciata in una cartina. Scandisce il respiro cosi come un bicchiere di vino o una passeggiata. Mi è sempre piaciuto fotografare gli attimi. Proprio perchè a me non piace vivere la vita a fasi e per questo mi piace fissare ogni momento cosi da aiutare sempre la mia memoria. ALcune persone, spesso piu ciniche, tendono a cancellare la memoria a seconda di ciò che vivono cosi da vivere intesamente il presente. A me invece la memoria aiuta, mi piace e mi accompagna e più vivi e piu hai memoria e hai voglia che la stessa memoria ti aiuti a vivere meglio ogni giornata. L'importante è che la memoria non prenda il sopravvento. E mi fa sorridere tantissimo pensare che la mia memoria ormai sia capace di essere un mio sostrato senza che mi invada. Negli ultimi due anni ho imparato a prendermi diverse piccole responsabilità, anche difronte al pubblico. Un'anima temprata è capace di essere più ragionalevole pur senza perdere la gioia dell'irrazionale. Questi giorni sono una location fatta di tuffi, decisioni, desideri, freni, poi ancora desideri, sguardi, sorrisi e un alternarsi di serenità e racconti, ansie e risate, scatti e convinzioni. Illusorie certezze e affascianti incertezze. Ottima questa signorina galuoises, anche se ... era più bello fumare quando riuscivo a distinguere il sapore del tabacco da quello dell'aria. Questi capelli stanno diventando incontrollabili, a volte mi sento incotrollabile anche io. Cosi come è incontrollabile un alfa 75. Ma è molto piu bello essere incontrollati piuttosto che scontati, ed è molto più bello non deludere mai. ora ci siamo, impressioni di settembre. Dorme ancora la campagna forse no è sveglia mi guarda non so. Era pazzo carmelo bene? era pazzo  pasolini? erano pazzi i poeti dell'est?