alessio's profileSweet CHILD in TiMePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
villanella di cenerentolaChi nasce annuda e chi nasce 'ncammisa. I' ca nascette annuda e senza niente, aspetto ca pe' me cagna lu viento. Chi nasce cane e chi nascette gatta. I' ca nascette gatta e no canillo, aspetto 'e m''o 'ncappa' nu suricillo. Chi 'a tene 'argiento e chi la tene d'oro la cajulella pe' 'ncappa' 'o palummo, e forse io sola 'a tenarraggio 'e chiummo. Chi nasce 'ncunia e chi nasce martiello. Si 'stu martiello 'ncasa e nun m'apprezza, pure vene lu juorno ca se spezza. Chi nasce janco e chi niro gravone. I' mò gravone so' ma te n'adduone, lu juorno ca m'appicciarraggio bbuono per una liraPer una lira io vendo tutti i sogni miei. Per una lira ci metto sopra pure lei. E' un affare sai basta ricordare di non amare, di non amare. Amico caro se c'e' qualcosa che non va. Se ho chiesto troppo tu dammi pure la meta' E' un affare sai basta ricordare di non amare, di non ama....re. No no nooo Nooooo Per una lira io vendo tutto cio' che ho per una lira io so che lei non dice no. Ma se penso che tu sei un buon amico non te lo dico, no meglio per te meglio per te… ode to my familyuna serata altalenante. E forse una giornata. Famiglia, materia, passione, dubbi, idee, lampi. acqua. torte. sorrisi veri e falsi. Continuare a scrivere prevede che la tastiera sia avvolta dalla coltre grigiastra che mi logora in incognito. Risveglio silenzioso, un sedicente lavoro. un pensiero. Sembra ci sia il sole, eppure non c'è. E' autunno Un'oca che guazza nel fango,
è il compleanno della nonna, strano, erano anni che non era il caso di festeggiarlo. Morto il nonno è calata una aria di silenzio e mistero, a volte anche giustificata. Ma stasera manco a dirlo si era in pace. Chissà perchè... Parole, sorrisi. E' lunedi, è autunno, casa. la rete mi mostra immagini che non ho motivo di vedere, che magari possono farmi tenerezza e un pizzico di ribrezzo allo stesso tempo. Le solite contrapposizioni. Le chat mi fanno sorridere. Del regalo dei 24 anni è rimasto l'amaro. L'amico jack è bello che evaporato e mi accompagna proprio il sig. amaro. E poi si affaccia quella voce che tanto mi accarezza e magari inquieta un pò. Quella voce che so solo io cosa ci vuole per evitare che squarci, che irrompa. e non è mica facile, però tutto sommato e ovviamente una tenera entusiasmante battaglia. Paragoni mai. Tranquillità. Forse. Sognare, forse. Forse è il momento. E' sempre così affascinante perdersi per un attimo. Un pochino più notte. Immagini. Sonno, forse. Una voce tuona. La pioggia invece per ora non c'è. Domani? Understand the things I say
un pò di napoliAccendi, scatta. vai. Chiedi, tenta, arriva. Gli occhi e le domande permettono di arrivare dovunque. ha iniziato a piovere verso mezzogiorno e fino alle otto di stasera la pioggia non ha fatto che crescere. L'autostrada, da cassino a scendere era un rivolo d'acqua torrenziale. Passi il varco di Napoli nord e le cose cambiano. Possibili allagamenti. Allagamenti certi. Un mare d'acqua, ovunque. Eppure non era il diluvio. Era una pioggia come un altra. E vot pur a’na fenest t può cunsulà guardann a jurnata ca rest e o culor c dà. Quann quartat e passat a nuttat scetat a luce te trase rintìall’uocchie e t miett a pnsà. Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu. L’alba è o mumento chiù bello addò pozz vrè e case pittate e o castiell m pad ro re. Napule niente e nisciune me n’anno cacciato, ma comm te stongo a guardà nun è nient pe te. Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu. Fors è co fuoco che tien ca c’hann’abbruciat, si te lieve o sfizij e cantà nun te vendico chiù. Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu. Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu. (f.di bella) vinicioFresca era l'aria di giugno una serie di chiacchiere mi hanno ricordato che...Venite pure avanti voi, con il naso corto
signori imbellettati, io più non vi sopporto Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio Venite pure avanti, poeti sgangherati inutili cantanti di giorni sciagurati buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza Godetevi il successo, godete finchè dura che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe Io sono solo un povero cadetto di Guascogna però non la sopporto la gente che non sogna gli orpelli, l’arrivismo, all’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco io non perdono, non perdono e tocco Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti venite portaborse, ruffiani, mezzecalze feroci conduttori di trasmissione false Che avete spesso fatto del qualunquismo un’arte coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo belpaese Non me ne frega niente se anche io sono sbagliato spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato coi furbi e prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco io non perdono, non perdono e tocco Ma quando sono solo, con questo naso al piede e almeno di mezz’ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia, ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute per colpa o per destino, le donne le ho perdute e quando sento il peso d’essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo, e scrivendo mi consolo Ma dentro di me sento che il grande amore esiste amo senza peccato, amo ma sono triste perché Rossana è bella, siamo così diversi a parlarle non riesco, le scriverò dei versi e parlerò coi versi Venite gente vuota, facciamola finita voi preti che vendete a tutti un’altra vita se c’è come voi dite un Dio nell’infinito guardatevi nel cuore, l’avete già tradito E voi materialisti col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso le verità cercate per terra da maiali tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali Tornate a casa nani, levatevi davanti per la mia rabbia enorme mi servono giganti ai dogmi e pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco io non perdono, non perdono e tocco Io tocco i miei nemici col naso e con la spada ma in questa vita, oggi, non trovo più la strada non voglio rassegnarmi ad essere cattivo tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo Deve esserci lo sento, in terra, in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto non ridere, ti prego, di queste mie parole io sono solo un'ombra e tu Rossana il sole Ma tu lo so non ridi, dolcissima signora Ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano se mi ami come sono, per sempre tuo per sempre tuo, per sempre tuo Cyrano F GUCCINI l'indovino (secondo movimento)io vecchio,cieco,e atteso vedo sul ponte due ragazi abbracciati l'acqua è nera e non li riflette ma so quanto profondi sono i loro sogni e quanta pena può guarire per un attimo un bacio Vedo un uomo che monta una pistola pezzo per pezzo,religiosamente. Qualcuno non ha pagato qualcuno dovrà pagare e questa è la sola passione che ormai ci infiamma. Vedo nascosto chi ha paura. Vedo un uomo che esce correndo verso il regno di Raiden da profezia inseguito non avrà i dubbi di Abramo ma difenderà il suo sangue. Non c'è felicità nel sacrificio ma qualcosa che le assomiglia. Qualcuno dovrà farlo ,figlio, per tutti gli anni offesi. Corri corri,piccola mano che sposti il sipario dei giorni fino alla scena dove io più non vedoe dove tutti mi vedono questa domenica in settembre...la paghi tutta e a prezzi di inflazione quella che chiaman la maturità Come ogni prima domenica di settembre arriva guccini. Settembre è il mese di guccini. Portava allora un eskimo innocente, dettato solo dalla povertà. Quante le faccie, quante le parole. Quanti gli sguardi. Inversamente presenti, eppure vivi. Quanti i cordoni di soffice acciaio che ti avvolgono i polsi e si stringono a te. Semplici. Quanta la voglia di sorrdere con quella simpatica precarietà figlia di chissà quale scrittore ammirato seppur nascosto. ed eskimo che conoscevi tu lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi piu. impressioni di settembreNon poteva capitare niente di peggio di un lunedi primo settembre. Fra una parola e l'altra ti accorgi di quanti pur di cercare una svolta si appellano a una serie di rivoluzioni indotte dal calendario. Anni fa lo facevo anche io. Un'illusione. Chi è tarallo lo rimane prima o dopo il primo settembre, cosi come chi è egoista, chi è cazzaiolo, chi è ricottaro e chi invece vive la vita a compartimenti stagni traendone un enorme benessere personale, a dispetto di una stima diffusa. Primo settembre. RIspetto al primo di un anno fa potrei guardarmi alle spalle e scorgere un coacervo di attimi, emozioni, risultati, anche pianti, soddisazioni, rammarichi, guadagni, sorrisi, dubbi. Ma alla fine sono i sorrisi quelli che mi attirano. Il summer tour è finito, uno di quelli entusiasmanti ed economici. Mi sono perso un volo lontano insieme a belle persone che forse ora come ora hanno qualche risentimento, anche se tutto sommato sanno di non averne motivo. Perso quello semplicemente per spicciole e banali questioni di opportunità economica, ho avuto modo come mai prima d'ora di tutto ciò che i nostri terreni ci offrono, insieme alle nosrte volontà. Il primo settembre mi mette dinanzi lavoro, spese scelte. TRa un pò finisce anche la pratica, potrò fregiarmi del mio sudato tesserino e ciò significa che sono passati già due anni tra parole che per forza di cosa devono aver avuto un senso. Le parole. Ultimamente ne ammiro tantissime e se dovessi ringraziare qualcuno non sarebbe un ringraziamento generico ma chiaro e specifico. Ammirarle soprattutto e desiderarle, ed averle. E poi si sono i libri, sempre di piu e sempre diversi e spesso affascinanti. E poi c'è la gente, tantissima e emozionante. E poi c'è il lavoro, quello che si spera sempre di vivere a pieno. Quello diverso. Passare da un furogone ad un computer, da un autostrada ad una penna. Da una sigaretta e l'altra. Ecco, le mie giornate sono diversissime fra loro a seconda di ciò che vivono, ma sono accomunate sempre da una foglia di tabacco accartocciata in una cartina. Scandisce il respiro cosi come un bicchiere di vino o una passeggiata. Mi è sempre piaciuto fotografare gli attimi. Proprio perchè a me non piace vivere la vita a fasi e per questo mi piace fissare ogni momento cosi da aiutare sempre la mia memoria. ALcune persone, spesso piu ciniche, tendono a cancellare la memoria a seconda di ciò che vivono cosi da vivere intesamente il presente. A me invece la memoria aiuta, mi piace e mi accompagna e più vivi e piu hai memoria e hai voglia che la stessa memoria ti aiuti a vivere meglio ogni giornata. L'importante è che la memoria non prenda il sopravvento. E mi fa sorridere tantissimo pensare che la mia memoria ormai sia capace di essere un mio sostrato senza che mi invada. Negli ultimi due anni ho imparato a prendermi diverse piccole responsabilità, anche difronte al pubblico. Un'anima temprata è capace di essere più ragionalevole pur senza perdere la gioia dell'irrazionale. Questi giorni sono una location fatta di tuffi, decisioni, desideri, freni, poi ancora desideri, sguardi, sorrisi e un alternarsi di serenità e racconti, ansie e risate, scatti e convinzioni. Illusorie certezze e affascianti incertezze. Ottima questa signorina galuoises, anche se ... era più bello fumare quando riuscivo a distinguere il sapore del tabacco da quello dell'aria. Questi capelli stanno diventando incontrollabili, a volte mi sento incotrollabile anche io. Cosi come è incontrollabile un alfa 75. Ma è molto piu bello essere incontrollati piuttosto che scontati, ed è molto più bello non deludere mai. ora ci siamo, impressioni di settembre. Dorme ancora la campagna forse no è sveglia mi guarda non so. Era pazzo carmelo bene? era pazzo pasolini? erano pazzi i poeti dell'est? gucciniLa notte è di colpo calata, c'è un'oscurità perforata da un'auto che passa veloce lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce un pò julia...Incendia le farfalle meccaniche le rose lisergiche e i nostri pochi orgasmi ti ricordi dei combattimenti tra i cigni finti e delle sere a sbranarsi e delle sere a strafarsi? con me non devi essere niente con me non devi essere niente Venere del mio intestino tenue quando dormo vivo piano non ti preoccupare Venere delle nostre sterili polemiche, andiamo a Londra a dimagrire con me non devi essere niente con me non devi essere niente E stavi diventando blu anche tu, i tuoi insulti i tuoi fiori finti, le siringhe disinfettate coi nostri occhi di criptonite andiamo a vedere le luci della centrale elettrica andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas e tornino a scoppiare a ridere le nostre madonne anoressiche tornino a crepare ma dal ridere le nostre madonne bulimiche incendia le farfalle meccaniche le rose lisergiche e i nostri pochi orgasmi ti ricordi dei combattimenti tra i cigni finti e delle sere a sbranarsi e delle sere a strafarsi A dire fottiti ma aspettami A dire fottiti ma aspettami andiamo a vedere le luci della centrale elettrica andiamo a vedere i colori delle ciminiere dall'alto dei nostri elicotteri immaginari andiamo a dare fuoco ai tramonti e alle macchine parcheggiate male ad assaltare ancora i cieli a farci sconfiggere e finire sui telegiornali foto in bianco e nero delle nostre facce stravolte sui quotidiani locali andiamo a vedere i cantieri delle case popolari dai finestrini dei treni ad alta velocità trasformiamo questa città in un'altra cazzo di città andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas andiamo a vedere le luci della centrale elettrica e tornino a scoppiare a ridere le nostre madonne bulimiche e tornino a crepare ma dal ridere le nostre madonne anoressiche e le fotomodelle le tue fotomodelle le tue fottute fotomodelle rinoChi mi dice ti amo chi mi dice ti amo ma togli il cane escluso il cane tutti gli altri son cattivi pressochè poco disponibili miscredenti e ortodossi di aforismi perduti nel nulla Chi mi dice ti amo chi mi dice ti amo se togli il cane escluso il cane non rimane che gente assurda con le loro facili soluzioni nei loro occhi c'è un cannone e un elisir di riflessione GUERRAA guerra songh'io a guerra songh'io io song' o cunfine a guerra songh'io Io l'aggio pensata io l'aggio vuluta m'è nata int'o core me l'aggio sunnata e songh'io ca me ne mor' e so stato io a sparà A guerra songh'io sta genta songh'io chi allucca songh'io sul'io io song' o cannone 'o missile e a nave pecché a guerra è semp'o stess, semp'o stesso, è chestaccà io songh' e criature a terra c'abbrucia ammore e sesso ce fann' paura e mentre magn' pò e vire e murì a guerra songh'io stu sangh' é do mio stu munn' songh'io sul'io. testo di Dario Jacobelli fedor"per non parlare poi del fatto che forse anche nella realtà non ci sarà più nulla per nessuno dopo di me e che tutto il mondo non appena si spegnerà la mia coscienza, svanirà subito come un fantasma, come unico attributo della mia coscienza e cesserà di esistere, poichè forse tutto questo mondo e tutti questi uomini non sono altro che io solo. (fedor Dostoewski) fuoripompei lab, questa sera. Marcella cantava. Tutti li uno accanto all'altro. Fuori piove, di brutto. Dentro invece è una sorta di tregua lacerata da un caldo assordante. E intanto fuori è autunno. Ma le gocce sembra che non mi sfiorino. Sono gli occhi a proteggermi, gli occhi. Il sorriso. O semplicemente è il caldo di giugno che fa evaporare l'acqua non appena mi sfiora. Eppure mi sfiora eccome. Dentro la musica. fuori il fumo. Ora, leggo. occhialla guida del furgone il rumore del motore mi offriva nel giro di dieci minuti lo stupore dei colli aminei e lo stupore di secondigliano, scampia, chiaiano, miano. Napoli esiste, oggi piu di ieri i miei occhi l'hanno vista. La pace dei colli, la strage della periferia. Muoversi veloci e ascoltare gli occhi che parlano agli occhi. E' un tentacolo, uno solo che si dirama fra l'alto e il basso. Napoli esiste. Un fiume silente di buste nere, di broccoli lasciati a marcire e attorno la vita. La vita organica e quella inorganica. Napoli, periferia nord. Napoli, periferia orientale. Mondo a parte? No, Napoli. Dalle valli di Pompei non abbiamo idea di quello che ci sia lì. Ovattati nel perbenismo, chiusi nella nostra falsa 167, non sappiamo che 167 vuol dire Secondigliano, non via Aldo Moro, non Parco Maria. Qui a Pompei anche i quartieri popolari sono una contraddizione. I nostri quartieri popolari accolgono la gente più facoltosa della cittadina, i tanti parvenù pompeiani. Semmai ci fosse il popolo a Pompei, non è lì. Ma Secondigliano, ma Scampia... varia umanità stipata lì dagli anni del terremoto e lì ghettizzata. E li da sola riorganizzatasi. Eppure a secondigliano ho trovato chi mi ha fatto segno: "compà, ora mi sposto, miettel cca o furgone ca nun ce sta posto". Al Parco maria, a via ALdo Moro, fuori da me... non mi è mai successo. Napoli, quella Napoli tutt'altro che borghese, tutt'altro che strafottente... la Napoli nord insomma non è solo gomorra, non è solo raffaello. E' una Napoli carnale, quella Napoli che istradata saprebbe vivere. Quella Napoli difficile, quella Napoli che non scappa. A Praga non c'è il mare. A Napoli si. IgA una parolaAscoltava. Ciò che aveva attorno era un gioco di penombre, divani, sorrisi ed una cappa di fumo che tutti si sforzavano di mandar via ma che tutti contribuivano a creare. Ascoltavano. Ma era uno stridere di violini che arrivava confuso da un lato all'altro di quelle poltrone arrabattate chissà dove. Ascoltava a sinistra. Ascoltava a destra. Si conoscevano? I paesini lasciano conoscere un pò tutti anche se non si apre mai bocca. Al massimo uno sguardo. Al massimo? Cazzo, uno sguardo, due, tre, una parola. Due, Tre. Una giornata. e io che credevo che l'avesse scritta solo guccini...Farewell (Pablo Neruda)Dal fondo di te, e inginocchiato,
un bimbo triste, come te, ci guarda.
Per quella vita che arderà nelle sue vene
Dovrebbero legarsi le nostre vite.
Per quelle mani, figlie delle tue mani,
dovrebbero uccidere le mie mani.
Per i suoi occhi, aperti sulla terra
Vedrò un giorno le lacrime nei tuoi.
Io non voglio, Amata.
Perché nulla ci leghi,
che nulla ci unisca.
Né la parola che profumò la tua bocca
ne' ciò che le parole non dissero…
Ne' la festa d'amore che non avemmo
ne' i tuoi singhiozzi vicino alla finestra
(Amo l'amore dei marinai
che baciano e se ne vanno.
Lasciano una promessa.
Mai più ritornano.
In ogni porto una donna attende:
i marinai baciano e se vanno.
Una notte si coricano con la morte
nel letto del mare.)
Amo l'amore che si suddivide
in baci, letto e pane.
Amore che può essere eterno
e può essere fugace.
Amore che vuol liberarsi
per tornare ad amare.
Amore divinizzato che si avvicina
Amore divinizzato che se ne va.
Più non si incanteranno i miei occhi nei tuoi,
più non si addolcirà vicino a te il mio dolore.
Ma dovunque andrò porterò il tuo sguardo
e dove andrai porterai il mio dolore.
Fui tuo, fosti mia. Cos'altro? Insieme facemmo
un angolo di strada dove l'amore passò.
Fui tuo, fosti mia. Tu sarai di colui che t'amerà,
di colui che taglierà nel tuo orto ciò che io ho
seminato.
Me ne vado. Son triste: ma sempre sono triste.
Vengo dalle tue braccia. Non so dove vado.
... Dal tuo cuore mi dice addio un bimbo.
Ed io gli dico addio. gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello“Signor Presidente della Repubblica Italiana, Lettera liberamente ispirata a "J'accuse" di Emile Zola. |
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