alessio's profileSweet CHILD in TiMePhotosBlogListsMore Tools Help

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    bonjour

    buongiorno a tutti.
    stamattina mi sono svegliato, provato ed allucinato con quattro chiacchiere da raccontare. Ieri non si è capito nulla. Ho aperto gli occhi ed ho trovato accanto a me qualcosa che ha fatto per me. Ho trovato delle parole che non sapevo ben capire fin quando richedessero sorrisi od altro. In piedi, vivo. Montato l'aperitvo, è stato lunghissimo e danzante. Bello. Anche se probabilmente venire a farci visita dietro al bar significava percperire uno stato d'animo regolato dalle bottiglie di vino vuote al nostro fianco. E cosi sedersi a tavola è stato solo un lungo proseguire nelle feste vinereccie. E nelle feste anche di famiglia, mutevole eppur presente. Fra qualche dolore, paura e allo stesso tempo serenità. Così come poi la notte, e ancora uno sguardo.
    Chi ci ha mai creduto al natale? Eppure ogni tanto un augurio semplice e formale pure ci vuole...

    bonjour. auguri. rokkeroll? No. oggi jazz and than..

    tornare ad essere puri

     
     
    Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più
    oltrepassare in volo, in volo più in là

    Meglio del perdersi in fondo all'immobile
    Meglio del sentirsi forti nel labile.

    Forse, sicuro, è il bene più radioso che c'è
    Lieve svenire per sempre persi dentro di noi

    Meglio del perdersi in fondo all'immobile
    Meglio del sentirsi forti nel labile.

    Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più

     

    VORRANNO LA FOTO

     
    Figlia
    Roberto Vecchioni
    Elisir 1976


    Sapeva tutta la verità
    il vecchio che vendeva carte e numeri,
    però tua madre è stata dura da raggiungere,
    lo so che senza me non c'era differenza:
    saresti comunque nata,
    ti avrebbe comunque avuta.
    Non c'era fiume quando l'amai;
    non era propriamente ragazza,
    però di aver fatto del mio meglio,
    così a volte guardo se ti rassomiglio,
    lo so, lo so che non è giusto,
    però mi serve pure questo.

    Poi ti diranno che avevi un nonno generale,
    e che tuo padre era al contrario
    un po' anormale, e allora saprai
    che porti il nome di un mio amico,
    di uno dei pochi che non mi hanno mai tradito,
    perché sei nata il giorno
    che a lui moriva un sogno.

    E i sogni, i sogni,
    i sogni vengono dal mare,
    per tutti quelli
    che han sempre scelto di sbagliare,
    perché, perché vincere significa "accettare"
    se arrivo vuol dire che
    a "qualcuno può servire,
    e questo, lo dovessi mai fare,
    tu, questo, non me lo perdonare.

    E figlia, figlia,
    non voglio che tu sia felice,
    ma sempre "contro",
    finché ti lasciano la voce;

    vorranno
    la foto col sorriso deficente,
    diranno:
    "Non ti agitare, che non serve a niente",
    e invece tu grida forte,
    la vita contro la morte.

    E figlia, figlia,
    figlia sei bella come il sole,
    come la terra,
    come la rabbia, come il pane,
    e so che t'innamorerari senza pensare,
    e scusa,
    scusa se ci vedremo poco e male:
    lontano mi porta il sogno
    ho un fiore qui dentro il pugno.
     
     
     

    pasolini

    PIER PAOLO PASOLINI

    2 NOVEMBRE 75 - 2 NOVEMBRE 2008
     
    ppp

    vinicio


    Parla piano e poi
    non dire quel che hai detto gia’
    le bugie non invecchiano
    sulle tue labbra aiutano
    tanto poi
    è un’altra solitudine specchiata
    scordiamoci di attendere
    il volto per rimpiangere
    Parla ancora e poi
    dimmi quel che non mi dirai
    versami il veleno di
    quel che hai fatto prima…
    su di noi
    il tempo ha gia’ giocato ha gia’ scherzato
    ora non rimane che
    provar la verita’
    Che ti da’ che ti da’
    nascondere negli angoli
    dire non dire
    il gusto di tradire una stagione
    sopra il volto tuo
    pago il pegno di
    volere ancora avere
    ammalarmi di te
    raccontandoti di me
    Quando ami qualcuno
    meglio amarlo davvero e del tutto
    o non prenderlo affatto
    dove hai tenuto nascosto
    finora chi sei?
    cercare mostrare provare una parte di sé
    un paradiso di bugie
    La verita’ non si sa non si sa..
    come riconoscerla
    cercarla nascosta
    nelle tasche i cassetti il telefono
    che ti da’ che mi da’
    cercare dietro gli angoli
    celare i pensieri
    morire da soli
    in un’alchimia di desideri
    sopra il volto tuo
    pago il pegno di
    rinunciare a me
    non sapendo dividere
    dividermi con te
    Che ti da’ che mi da’
    affidarsi a te non fidandomi di me..
    Sopra il volto tuo
    pago il pegno di
    rinunciare a noi
    dividerti soltanto
    nel volto del ricordo
     
     

    villanella di cenerentola

    Chi nasce annuda e chi nasce 'ncammisa.
    I' ca nascette annuda e senza niente,
    aspetto ca pe' me cagna lu viento.
    Chi nasce cane e chi nascette gatta.
    I' ca nascette gatta e no canillo,
    aspetto 'e m''o 'ncappa' nu suricillo.
    Chi 'a tene 'argiento e chi la tene d'oro
    la cajulella pe' 'ncappa' 'o palummo,
    e forse io sola 'a tenarraggio 'e chiummo.
    Chi nasce 'ncunia e chi nasce martiello.
    Si 'stu martiello 'ncasa e nun m'apprezza,
    pure vene lu juorno ca se spezza.
    Chi nasce janco e chi niro gravone.
    I' mò gravone so' ma te n'adduone,
    lu juorno ca m'appicciarraggio bbuono

    per una lira

    Per una lira
    io vendo tutti i sogni miei.
    Per una lira
    ci metto sopra pure lei.
    E' un affare sai
    basta ricordare
    di non amare,
    di non amare.
    Amico caro
    se c'e' qualcosa che non va.
    Se ho chiesto troppo
    tu dammi pure la meta'
    E' un affare sai
    basta ricordare
    di non amare,
    di non ama....re.
    No no nooo
    Nooooo
    Per una lira
    io vendo tutto cio' che ho
    per una lira
    io so che lei non dice no.
    Ma se penso che
    tu sei un buon amico
    non te lo dico, no
    meglio per te
    meglio per te…

    ode to my family

    una serata altalenante. E forse una giornata. Famiglia, materia, passione, dubbi, idee, lampi. acqua. torte. sorrisi veri e falsi. Continuare a scrivere prevede che la tastiera sia avvolta dalla coltre grigiastra che mi logora in incognito. Risveglio silenzioso, un sedicente lavoro. un pensiero. Sembra ci sia il sole, eppure non c'è. E' autunno

    Un'oca che guazza nel fango,
    un cane che abbaia a comando,
    la pioggia che cade e non cade
    le nebbie striscianti che svelano e velano strade...

    Profilo degli alberi secchi,
    spezzarsi scrosciante di stecchi,
    sul monte, ogni tanto, gli spari
    e cadono urlando di morte gli animali ignari...

    L'autunno ti fa sonnolento,
    la luce del giorno è un momento
    che irrompe e veloce è svanita:
    metafora lucida di quello che è la nostra vita...

    L'autunno che sfuma i contorni
    consuma in un giorno più giorni,
    ti sembra sia un gioco indolente,
    ma rapido brucia giornate che appaiono lente...


    Odori di fumo e foschia,
    fanghiglia di periferia,
    distese di foglia marcita
    che cade in silenzio lasciando per sempre la vita...

    Rinchiudersi in casa a aspettare
    qualcuno o qualcosa da fare,
    qualcosa che mai si farà,
    qualcuno che sai non esiste e che non suonerà...

    Rinchiudersi in casa a contare
    le ore che fai scivolare
    pensando confuso al mistero
    dei tanti "io sarò" diventati per dempre "io ero"...

    Rinchiudersi in casa a guardare
    un libro, una foto, un giornale
    e ignorando quel rodere sordo
    che cambia "io faccio" e lo fa diventare "io ricordo"...


    La notte è di colpo calata,
    c'è un'oscurità perforata
    da un'auto che passa veloce
    lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce...

    Rumore che appare e scompare,
    immagine crepuscolare
    del correre tuo senza scopo,
    del tempo che gioca con te come il gatto col topo...

    Le storie credute importanti
    si sbriciolano in pochi istanti:
    figure e impressioni passate
    si fanno lontane e lontana così è la tua estate...

    E vesti la notte incombente
    lasciando vagare la mente
    al niente temuto e aspettato
    sapendo che questo è il tuo autunno...
    che adesso è arrivato...

     

    è il compleanno della nonna, strano, erano anni che non era il caso di festeggiarlo. Morto il nonno è calata una aria di silenzio e mistero, a volte anche giustificata. Ma stasera manco a dirlo si era in pace. Chissà perchè... Parole, sorrisi. E' lunedi, è autunno, casa. la rete mi mostra immagini che non ho motivo di vedere, che magari possono farmi tenerezza e un pizzico di ribrezzo allo stesso tempo. Le solite contrapposizioni. Le chat mi fanno sorridere. Del regalo dei 24 anni è rimasto l'amaro. L'amico jack è bello che evaporato e mi accompagna proprio il sig. amaro. E poi si affaccia quella voce che tanto mi accarezza e magari inquieta un pò. Quella voce che so solo io cosa ci vuole per evitare che squarci, che irrompa. e non è mica facile, però tutto sommato e ovviamente una tenera entusiasmante battaglia. Paragoni mai. Tranquillità. Forse. Sognare, forse. Forse è il momento. E' sempre così affascinante perdersi per un attimo. Un pochino più notte. Immagini. Sonno, forse. Una voce tuona. La pioggia invece per ora non c'è. Domani?

    Understand the things I say
    Don't turn away from me
    'Cause I've spent half my life out there
    You wouldn't disagree

    Do you see me? Do you see?
    Do you like me? Do you like me standing there?
    Do you notice? Do you know?
    Do you see me? Do you see me?
    Does anyone care?

    Unhappiness was when I was young
    We didn't give a damn
    'Cause we were raised
    To see life as fine
    Take it if we can

    My mother, my ma
    She hold me, she hold me
    When I was out there
    My father, my father
    He liked me, oh he liked me,
    Does anyone care?

    Understand what I've become
    It wasn't my design
    And people everywhere
    They sob, think better than I am

    But I miss you, I miss --
    'Cause I liked it,
    'Cause I liked it when I was out there
    Do you notice? Do you know you did bad by me,
    You did bad by --
    Does anyone care?

    Unhappiness was when I was young,
    We didn't give a damn
    'Cause we were raised
    To see life as fine,
    Take it if we can

    My mother, my ma
    She hold me, she hold me
    When I was out there
    My father, my father
    He liked me, well he liked me,
    Does anyone care? Does anyone care?
    Does anyone care? Does anyone care?
    Does anyone care? Does anyone care?
    Does anyone care? Does anyone care?

     

     

    un pò di napoli

    Accendi, scatta. vai. Chiedi, tenta, arriva. Gli occhi e le domande permettono di arrivare dovunque. ha iniziato a piovere verso mezzogiorno e fino alle otto di stasera la pioggia non ha fatto che crescere. L'autostrada, da cassino a scendere era un rivolo d'acqua torrenziale. Passi il varco di Napoli nord e le cose cambiano. Possibili allagamenti. Allagamenti certi. Un mare d'acqua, ovunque. Eppure non era il diluvio. Era una pioggia come un altra.


    E vot pur a’na fenest t può cunsulà
    guardann a jurnata ca rest e o culor c dà.
    Quann quartat e passat a nuttat scetat
    a luce te trase rintìall’uocchie e t miett a pnsà.
    Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu.
    L’alba è o mumento chiù bello addò pozz vrè
    e case pittate e o castiell m pad ro re.
    Napule niente e nisciune me n’anno cacciato,
    ma comm te stongo a guardà nun è nient pe te.
    Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu.
    Fors è co fuoco che tien ca c’hann’abbruciat,
    si te lieve o sfizij e cantà nun te vendico chiù.
    Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu.
    Si cercasse int a nata città na canzon can un trov chiù, me perdesse a chiù bella pecchè ca ce staje tu.
    (f.di bella)

    vinicio

    Fresca era l'aria di giugno
    e la notte sentiva l'estate arrivar
    Tequila, Mariachi e Sangria
    la fiesta invitava a bere e a ballar
    lui curvo e curioso taceva
    una storia d'amore cercava
    guardava le donne degli altri
    parlare e danzare

    e quando la notte è ormai morta
    gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
    le coppie abbracciate son prime
    a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
    la pista ormai vuota restava
    lui stanco e sudato aspettava
    lei per scherzo girò la sua gonna
    e si mise a danzar

    lei aveva occhi tristi e beveva
    volteggiava e rideva ma pareva soffrir
    lui parlava stringeva ballava
    guardava quegli occhi e provava a capir
    e disse son zoppo per amore
    la donna mia m'ha spezzato il cuore
    lei disse il cuore del mio amore
    non batterà mai più

    e dopo al profumo dei fossi
    a lui parve in quegli occhi potere veder
    lo stesso dolore che spezza le vene
    che lascia sfiniti la sera
    la luna altre stelle pregava
    che l'alba imperiosa cacciava
    lei raccolse la gonna spaziosa
    e ormai persa ogni cosa
    presto lo seguì

    piangendo urlando e godendo
    quella notte lei con lui si unì
    spingendo, temendo e abbracciando quella notte
    lui con lei capì
    che non era avvizzito il suo cuore
    e già dolce suonava il suo nome
    sciolse il suo voto d'amore
    e a lei si donò

    poi d'estate bevendo e scherzando
    una nuova stagione a lui parve venir
    lui parlava inventava giocava
    lei a volte ascoltava e si pareva divertir
    ma giunta che era la sera
    girata nel letto piangeva
    pregava potere dal suo amore
    riuscire a ritornar

    e un giorno al profumo dei fossi
    lui invano aspettò di vederla arrivar
    scendeva ormai il buio e trovava
    soltanto la rabbia e il silenzio di sera
    la luna altre stelle pregava
    che l'alba imperiosa cacciava
    restava l'angoscia soltanto
    e il feroce rimpianto
    per non vederla ritornar

    il treno è un lampo infuocato
    se si guarda impazziti il convoglio venir
    un momento, un pensiero affannato
    e la vita è rapita senza altro soffrir
    la poteron riconoscere soltanto
    dagli anelli bagnati dal suo pianto
    il pianto di quell'ultimo suo amore
    dovuto abbandonar

    lui non disse una sola parola
    no, non dalla sua gola un sospiro fuggì
    i gendarmi son bruschi nei modi
    se da questi episodi non han da ricavar
    così resto solo a ricordare
    il liquore pareva mai finire
    e dentro quel vetro rivide
    una notte d'amor

    quando dopo al profumo dei fossi
    a lui parve in quegli occhi potere veder
    lo stesso dolore che spezza le vene
    che lascia sfiniti la sera
    la luna altre stelle pregava
    che l'alba imperiosa cacciava
    a lui restò solo il rancore
    per quel breve suo amore
    che mai dimenticò

    una serie di chiacchiere mi hanno ricordato che...

    Venite pure avanti voi, con il naso corto
    signori imbellettati, io più non vi sopporto
    Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
    perché con questa spada vi uccido quando voglio

    Venite pure avanti, poeti sgangherati
    inutili cantanti di giorni sciagurati
    buffoni che campate di versi senza forza
    avrete soldi e gloria, ma non avete scorza
    Godetevi il successo, godete finchè dura
    che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
    e andate chissà dove per non pagar le tasse
    col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe
    Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
    però non la sopporto la gente che non sogna
    gli orpelli, l’arrivismo, all’amo non abbocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco
    io non perdono, non perdono e tocco

    Facciamola finita, venite tutti avanti
    nuovi protagonisti, politici rampanti
    venite portaborse, ruffiani, mezzecalze
    feroci conduttori di trasmissione false
    Che avete spesso fatto del qualunquismo un’arte
    coraggio liberisti, buttate giù le carte
    tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
    in questo benedetto, assurdo belpaese
    Non me ne frega niente se anche io sono sbagliato
    spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
    coi furbi e prepotenti da sempre mi balocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco
    io non perdono, non perdono e tocco

    Ma quando sono solo, con questo naso al piede
    e almeno di mezz’ora da sempre mi precede
    si spegne la mia rabbia, ricordo con dolore
    che a me è quasi proibito il sogno di un amore
    Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute
    per colpa o per destino, le donne le ho perdute
    e quando sento il peso d’essere sempre solo
    mi chiudo in casa e scrivo, e scrivendo mi consolo
    Ma dentro di me sento che il grande amore esiste
    amo senza peccato, amo ma sono triste
    perché Rossana è bella, siamo così diversi
    a parlarle non riesco, le scriverò dei versi
    e parlerò coi versi

    Venite gente vuota, facciamola finita
    voi preti che vendete a tutti un’altra vita
    se c’è come voi dite un Dio nell’infinito
    guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
    E voi materialisti col vostro chiodo fisso
    che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
    le verità cercate per terra da maiali
    tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali
    Tornate a casa nani, levatevi davanti
    per la mia rabbia enorme mi servono giganti
    ai dogmi e pregiudizi da sempre non abbocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco
    io non perdono, non perdono e tocco

    Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
    ma in questa vita, oggi, non trovo più la strada
    non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
    tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo
    Deve esserci lo sento, in terra, in cielo un posto
    dove non soffriremo e tutto sarà giusto
    non ridere, ti prego, di queste mie parole
    io sono solo un'ombra e tu Rossana il sole
    Ma tu lo so non ridi, dolcissima signora
    Ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
    perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano
    se mi ami come sono, per sempre tuo
    per sempre tuo, per sempre tuo Cyrano
     
    F GUCCINI

    l'indovino (secondo movimento)

    io vecchio,cieco,e atteso

    vedo sul ponte due ragazi abbracciati

    l'acqua è nera e non li riflette

    ma so quanto profondi

    sono i loro sogni

    e quanta pena può guarire

    per un attimo un bacio

    Vedo un uomo che monta una pistola

    pezzo per pezzo,religiosamente.

    Qualcuno non ha pagato

    qualcuno dovrà pagare

    e questa è la sola passione

    che ormai ci infiamma.

    Vedo nascosto chi ha paura.

    Vedo un uomo che esce correndo

    verso il regno di Raiden

    da profezia inseguito

    non avrà i dubbi di Abramo

    ma difenderà il suo sangue.

    Non c'è felicità nel sacrificio

    ma qualcosa che le assomiglia.

    Qualcuno dovrà farlo ,figlio,

    per tutti gli anni offesi.

    Corri corri,piccola mano

    che sposti il sipario dei giorni

    fino alla scena dove io più non vedoe dove tutti mi vedono

    (Benni, blues in sedici)

    questa domenica in settembre...

    la paghi tutta e a prezzi di inflazione quella che chiaman la maturità Come ogni prima domenica di settembre arriva guccini. Settembre è il mese di guccini. Portava allora un eskimo innocente, dettato solo dalla povertà. Quante le faccie, quante le parole. Quanti gli sguardi. Inversamente presenti, eppure vivi. Quanti i cordoni di soffice acciaio che ti avvolgono i polsi e si stringono a te. Semplici. Quanta la voglia di sorrdere con quella simpatica precarietà figlia di chissà quale scrittore ammirato seppur nascosto. ed eskimo che conoscevi tu lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi piu.

    impressioni di settembre

    Non poteva capitare niente di peggio di un lunedi primo settembre. Fra una parola e l'altra ti accorgi di quanti pur di cercare una svolta si appellano a una serie di rivoluzioni indotte dal calendario. Anni fa lo facevo anche io. Un'illusione. Chi è tarallo lo rimane prima o dopo il primo settembre, cosi come chi è egoista, chi è cazzaiolo, chi è ricottaro e chi invece vive la vita a compartimenti stagni traendone un enorme benessere personale, a dispetto di una stima diffusa. Primo settembre. RIspetto al primo di un anno fa potrei guardarmi alle spalle e scorgere un coacervo di attimi, emozioni, risultati, anche pianti, soddisazioni, rammarichi, guadagni, sorrisi, dubbi. Ma alla fine sono i sorrisi quelli che mi attirano. Il summer tour è finito, uno di quelli entusiasmanti ed economici. Mi sono perso un volo lontano insieme a belle persone che forse ora come ora hanno qualche risentimento, anche se tutto sommato sanno di non averne motivo. Perso quello semplicemente per spicciole e banali questioni di opportunità economica, ho avuto modo come mai prima d'ora di tutto ciò che i nostri terreni ci offrono, insieme alle nosrte volontà. Il primo settembre mi mette dinanzi lavoro, spese scelte. TRa un pò finisce anche la pratica, potrò fregiarmi del mio sudato tesserino e ciò significa che sono passati già due anni tra parole che per forza di cosa devono aver avuto un senso. Le parole. Ultimamente ne ammiro tantissime e se dovessi ringraziare qualcuno non sarebbe un ringraziamento generico ma chiaro e specifico. Ammirarle soprattutto e desiderarle, ed averle. E poi si sono i libri, sempre di piu e sempre diversi e spesso affascinanti. E poi c'è la gente, tantissima e emozionante. E poi c'è il lavoro, quello che si spera sempre di vivere a pieno. Quello diverso. Passare da un furogone ad un computer, da un autostrada ad una penna. Da una sigaretta e l'altra. Ecco, le mie giornate sono diversissime fra loro a seconda di ciò che vivono, ma sono accomunate sempre da una foglia di tabacco accartocciata in una cartina. Scandisce il respiro cosi come un bicchiere di vino o una passeggiata. Mi è sempre piaciuto fotografare gli attimi. Proprio perchè a me non piace vivere la vita a fasi e per questo mi piace fissare ogni momento cosi da aiutare sempre la mia memoria. ALcune persone, spesso piu ciniche, tendono a cancellare la memoria a seconda di ciò che vivono cosi da vivere intesamente il presente. A me invece la memoria aiuta, mi piace e mi accompagna e più vivi e piu hai memoria e hai voglia che la stessa memoria ti aiuti a vivere meglio ogni giornata. L'importante è che la memoria non prenda il sopravvento. E mi fa sorridere tantissimo pensare che la mia memoria ormai sia capace di essere un mio sostrato senza che mi invada. Negli ultimi due anni ho imparato a prendermi diverse piccole responsabilità, anche difronte al pubblico. Un'anima temprata è capace di essere più ragionalevole pur senza perdere la gioia dell'irrazionale. Questi giorni sono una location fatta di tuffi, decisioni, desideri, freni, poi ancora desideri, sguardi, sorrisi e un alternarsi di serenità e racconti, ansie e risate, scatti e convinzioni. Illusorie certezze e affascianti incertezze. Ottima questa signorina galuoises, anche se ... era più bello fumare quando riuscivo a distinguere il sapore del tabacco da quello dell'aria. Questi capelli stanno diventando incontrollabili, a volte mi sento incotrollabile anche io. Cosi come è incontrollabile un alfa 75. Ma è molto piu bello essere incontrollati piuttosto che scontati, ed è molto più bello non deludere mai. ora ci siamo, impressioni di settembre. Dorme ancora la campagna forse no è sveglia mi guarda non so. Era pazzo carmelo bene? era pazzo  pasolini? erano pazzi i poeti dell'est?

    guccini

    La notte è di colpo calata,
    c'è un'oscurità perforata
    da un'auto che passa veloce
    lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce

    un pò julia...

     
    Incendia le farfalle
    meccaniche
    le rose lisergiche e i nostri pochi orgasmi
    ti ricordi dei combattimenti tra i cigni finti e delle sere a sbranarsi e delle sere a strafarsi?
    con me non devi essere niente con me non devi essere niente
    Venere del mio intestino tenue quando dormo vivo piano
    non ti preoccupare
    Venere delle nostre sterili polemiche, andiamo a Londra a dimagrire
    con me non devi essere niente con me non devi essere niente
    E stavi diventando blu anche tu, i tuoi insulti i tuoi fiori finti,
    le siringhe disinfettate coi nostri occhi di criptonite
    andiamo a vedere le luci della centrale elettrica
    andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas
    e tornino a scoppiare a ridere le nostre madonne anoressiche
    tornino a crepare ma dal ridere le nostre madonne bulimiche
    incendia le farfalle meccaniche le rose lisergiche e i nostri pochi orgasmi
    ti ricordi dei combattimenti tra i cigni finti e delle sere a sbranarsi e delle sere a strafarsi
    A dire fottiti ma aspettami
    A dire fottiti ma aspettami

    andiamo a vedere le luci della centrale elettrica
    andiamo a vedere i colori delle ciminiere dall'alto dei nostri elicotteri immaginari
    andiamo a dare fuoco ai tramonti e alle macchine parcheggiate male
    ad assaltare ancora i cieli a farci sconfiggere e finire sui telegiornali

    foto in bianco e nero delle nostre facce stravolte sui quotidiani locali
    andiamo a vedere i cantieri delle case popolari
    dai finestrini dei treni ad alta velocità
    trasformiamo questa città in un'altra cazzo di città
    andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas
    andiamo a vedere le luci della centrale elettrica
    e tornino a scoppiare a ridere le nostre madonne bulimiche
    e tornino a crepare ma dal ridere le nostre madonne anoressiche
    e le fotomodelle le tue fotomodelle
    le tue fottute fotomodelle

    rino

    Chi mi dice ti amo

    chi mi dice ti amo

    ma togli il cane

    escluso il cane

    tutti gli altri son cattivi

    pressochè poco disponibili

    miscredenti e ortodossi

    di aforismi perduti nel nulla

    Chi mi dice ti amo

    chi mi dice ti amo

    se togli il cane

    escluso il cane

    non rimane che gente assurda

    con le loro facili soluzioni

    nei loro occhi c'è un cannone

    e un elisir di riflessione

    lodo alfano - schifanibis ANALISI GIURIDICAMENTE RILEVANTE!

     

    GUERRA

    A guerra songh'io
    a guerra songh'io
    io song' o cunfine
    a guerra songh'io
    Io l'aggio pensata
    io l'aggio vuluta
    m'è nata int'o core
    me l'aggio sunnata
    e songh'io ca me ne mor'
    e so stato io a sparà
    A guerra songh'io
    sta genta songh'io
    chi allucca songh'io
    sul'io
    io song' o cannone
    'o missile e a nave
    pecché a guerra è semp'o stess,
    semp'o stesso, è chestaccà
    io songh' e criature
    a terra c'abbrucia
    ammore e sesso ce fann' paura
    e mentre magn' pò e vire e murì
    a guerra songh'io
    stu sangh' é do mio
    stu munn' songh'io
    sul'io.

    testo di Dario Jacobelli

    fedor

    "per non parlare poi del fatto che forse anche nella realtà non ci sarà più nulla per nessuno dopo di me e che tutto il mondo non appena si spegnerà la mia coscienza, svanirà subito come un fantasma, come unico attributo della mia coscienza e cesserà di esistere, poichè forse tutto questo mondo e tutti questi uomini non sono altro che io solo.

    (fedor Dostoewski)